STORIA E ARCHEOLOGIA DEL CIBO

Carciofo Spinoso

Tre sono i colori che caratterizzano questa particolare varietà di carciofo: il verde delle brattee, il violetto delle sfumature e il giallo delle spine 🎨

Scrittori latini come Plinio il Vecchio, hanno da sempre parlato nei loro trattati agronomici del cardus, assimilabile ad una versione selvatica e primitiva dell’attuale carciofo comune. Il nome scientifico di questa verdura, Cynara scolymus, è riconducibile sia alla parola latina cinis, ovvero cenere poichè in antichità veniva concimato proprio con la cenere, sia alla parola greca scolymus ovvero appuntito, chiaro riferimento alle spine 🏺

La mitologia lega il carciofo a Giove, il quale aveva gettato un sortilegio su di una bellissima fanciulla di nome Cynara: innamorato di lei senza essere ricambiato, il dio sentendosi respinto trasformò la ragazza in una pianta di carciofo 🌿

Il carciofo spinoso è oggi presente in Sardegna con una DOP, la cui origine è fatta risalire ai tempi dei Fenici. Altre varietà si trovano anche in Sicilia e Liguria 🌎

A metà fra un carciofo e un cardo, il carciofo spinoso è ricco di potassio, fosforo, calcio e antiossidanti. Dal profumo leggermente floreale, il carciofo spinoso può essere gustato in abbinamento ad alcune minestre o risotti, oltre ad essere un contorno perfetto per carni ovine e caprine 👨‍🍳

E voi, come li preparate i carciofi? Conoscevate questa varietà? 🍽️